Le mamme peer nei consultori dei Castelli per affiancare l’allattamento

Marta Bonafoni


Poi succede anche che l’impegno in Regione Lazio ti regali occasioni deliziose.
Come è successo giovedì mattina a Lanuvio.

Salutata da un’accoglienza impeccabile di sindaco e giunta, ho partecipato alla consegna degli attestati alle #mammepeer della Asl Roma 6.

Le mamme peer sono una cosa preziosa: donne che affiancano altre donne (e i loro bimbi) durante le prime fasi dell’allattamento per permettere loro di prendere fiducia e lanciarsi in quella che è la fase più delicata e meravigliosa della maternità, decisiva per la salute psicofisica della mamma e del bambino (lo dice anche l’OMS).

Tutto all’interno di quel luogo fondamentale che sono i consultori, teatro di empowerment, inclusione, integrazione, welfare di comunità. Coordinati dalla determinazione di donne straordinarie come Paola Scampati e le sue operatrici, insieme all’assemblea delle donne, insieme alle utenti.
Esperienze che l’istituzione ha il dovere di affiancare e rinforzare.

Ps anche per me il confronto con le altre mamme è stato una salvata 14 anni fa, quando ho attaccato Rocco al seno per la prima volta. È stata senza dubbio l’esperienza più avvolgente di quei mesi. Ora siamo alle prese con robe solo un tantino più prosaiche… tipo i pedicelli 🙂

A Ceccano un bell’incontro

Marta Bonafoni

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Il momento più bello? Quando Luciana, la psicologa del consultorio di Ceccano, ci ha raccontato di quell’anno 1978 in cui c’era anche lei ad aprire letteralmente le porte del servizio, ad appena due anni dalla legge regionale. E di quella volta in cui uscirono in tante lei l’ostetrica l’assistente sociale il ginecologo, per andare a casa di quella signora che con 11 figli si era rassegnata a concepire un bambino ogni volta che al marito scappava la voglia. E le hanno insegnato la contraccezione.

18 aprile. Consultorio di Via della Consolata/ASL RM 3

Marta Bonafoni

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Arrivo al consultorio di via della Consolata (vedi la galleria fotografica) come al solito chiamata da chi quel servizio lo frequenta e lo anima tutti i giorni. Stavolta però il telefono squilla non per volontà delle operatrici, ma di un gruppo di mamme che si riveleranno oltreché appassionate organizzatissime, e che si riuniscono sotto la sigla di un’associazione: Pachamamma. Continua a leggere…