Aborto farmacologico nei consultori: via libera dalla Regione Lazio

Il Messaggero

«Dalla prossima estate, sarà possibile per le donne accedere all’aborto farmacologico con la pillola Ru486 anche nei consultori familiari». La conferma arriva dalla consigliere regionale di maggioranza, Marta Bonafoni, ma questa scelta della giunta Zingaretti ha scatenato dure polemiche.

Dalla minoranza attacca Olimpia Tarzia (Lista Storace): «La Regione Lazio ha istituito un tavolo tecnico per l’elaborazione di un progetto per eseguire l’aborto chimico in regime ambulatoriale presso i consultori. Tale fase sperimentale, che dovrebbe essere attivata nel prossimo mese di maggio, è del tutto illegittima, non potendo essere praticato l’aborto chimico nei consultori, ma solamente, oltre che negli ospedali, nei poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati. L’aborto farmacologico mediante la somministrazione della Ru486 necessita di maggiore assistenza rispetto all’aborto chirurgico non potendosi conoscere con esattezza il momento esatto dell’espulsione».

Con Zingaretti si schiera la Bonafoni: «Siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione, ma anche a una sperimentazione, che mira in primo luogo alla de-ospedalizzazione dell’ aborto e che fa parte
del piano di riorganizzazione della sanità del Lazio.Dopo il concorso riservato ai medici non obiettori, la Giunta Zingaretti compie una nuova svolta che allinea il Lazio agli altri Paesi europei, dove l’ aborto chimico è una pratica ambulatoriale. Con Zingaretti si schierano anche i Radicali, che parlano di «passo in avanti nella tutela dei diritti delle donne».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *