27 aprile. Consultorio di Bracciano/ASL RM F (parte I)

Marta Bonafoni

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14 pagine. Tante sono quelle che ho riportato sul mio quaderno rosa “C’è vita nei consultori” dopo la mia visita al consultorio di Bracciano del 27 aprile scorso (vedi la galleria fotografica).

Partenza di buon mattino, con Luca a fianco (come al solito) abbiamo fatto prima un pezzo di tangenziale, poi la Cassia bis infine quella serie di strade tutte verdi tutte alberate che fanno da raggi al cuore di quel territorio, il Lago di Bracciano appunto. Fino all’arrivo al consultorio, in un bel posto – un’ala recentemente recuperata del vecchio Ospedale Civile – inaugurato dal Presidente Zingaretti nel luglio del 2013.

Ad aspettarmi fuori dal cancello, sentinelle anche del mio ritardo!, trovo sia il gentilissimo direttore generale della ASL Roma F Giuseppe Quintavalle, che accompagnerà interamente la mia visita, sia il dottore – pediatra e amico – Franco De Luca, responsabile dei consultori di quella azienda sanitaria.
Sono loro che mi scortano fino alla sala d’attesa del consultorio, dove con mia somma gioia trovo ad attendermi una vera e propria folla: operatrici, medici, utenti, docenti delle scuole di Bracciano e di diversi altri Comuni del distretto, arrivati e arrivate tutti a raccontare ciò che c’è, e naturalmente ciò che manca, nelle strutture territoriali della ASL F.

La sala dove ci sediamo è nuova ed accogliente, alle pareti alcuni manifesti che sono già testimonianza del lavoro che fanno i consultori di questo pezzo di Regione Lazio: c’è un cartellone che dice del contrasto del gioco d’azzardo, uno sulla dipendenza da alcol, un manifesto di contrasto e denuncia dello stalking, un altro che invita le donne a fare la mammografia.

Domina e scandisce tutto una grande sveglia a muro, che batterà il tempo per le quasi tre ore in cui resto a Bracciano di un magnifico, difficile ma magnifico, dialogo a più voci.

Il racconto di un brillante e costante gioco di squadra.

Ad aprire le danze e la conversazione è allora il “capitano” della squadra, il direttore Quintavalle, che inizia subito da una delle note dolenti di quel territorio: le mancanze di organico (e nella stanza si leva un mormorio di approvazione…) che spesso vedono i territori della Provincia essere svantaggiati rispetto a Roma, dovendo peraltro fare fronte a territori vasti, dispersivi e molto diversificati fra loro.

Poi Quintavalle mira a sottolineare subito la grande qualità del personale dei servizi territoriali della Roma F. Le chiama “grande professionalità, gente che ci crede”.
E’ grazie a loro se i consultori non sono solo un elenco di fragilità, ma un esempio riuscito di multidisciplinarietà e piani assistenziali individualizzati.

Per tutto il tempo in cui Quintavalle parla la sala ascolta, e c’è una piccola piccolissima utente del consultorio di Bracciano che ci guarda tutti con gli occhi soddisfatti e appagati – tipici di un neonato che ha appena finito la sua poppata al seno della mamma – della serie “ma cosa avrete voi tutti da discutere non ve lo ricordate più qual è il bello della vita???”

La piccolissima si chiama Francesca, è un batuffolo in braccio alla sua mamma, e fa anche lei un piccolo balzo quando con voce energica prende la parola, seduta alla mia destra, la professoressa Maria Rosaria Esercizio, insegnante di scienze della scuola media di Bracciano, affiancata dalla collega di lettere, professoressa Gambino.

Sono venute, convocate dall’impeccabile De Luca (senza complimenti, un vero esperimento riuscito di professionalità e umanità del nostro Sistema Sanitario Regionale), per raccontare del loro avviatissimo progetto sull’educazione alla sessualità (oggi educazione all’affettività). E’ un progetto fondamentale, con cui il consultorio incontra ogni anno almeno 300 ragazzi, un programma d’intervento – dicono le prof – tanto più da incrementare ora che cresce tra gli adolescenti l’ignoranza intorno ai temi della sessualità: non si usano i profilattici, ovunque è in aumento tra i giovani l’infezione da HIV.

Per loro, per i minorenni, ogni martedì pomeriggio è aperto per due ore a Cerveteri e Ladispoli lo Spazio Giovani. “Ha un rientro enorme – conferma la dottoressa Lotti ginecologa di Bracciano e Manziana – perché ormai il racconto tra amici su certe cose non c’è più, anche i libri sono scritti all’acqua di rose. E rispondere a domande quali “sono normale?” diventa fondamentale”.

Per questa ragione alla Asl F arrivano per il corso “dall’amicizia all’amore” anche ragazzi da Roma. Le ragazze poi, per la contraccezione e la pillola del giorno dopo, per la quale esiste anche un protocollo interno all’azienda.
Proprio su contraccezione e pillola il dibattito nella sala di attesa del consultorio di Bracciano si scalda: tutti e tutte concordano sulla necessità di un rafforzamento della rete, tra medici di famiglia, consultori, pronto soccorsi. Anche se par di capire che nella F il problema degli obiettori sia risolto a monte: semplicemente siccome si sa dove sono, le donne si mandano altrove.

Naturalmente accanto a questo c’è il percorso nascita, nonché quello per la salute della donna (in una stanza troverò più tardi davanti al pc tre giovani tirocinanti che stanno lavorando allo screening per il tumore della cervice uterina: il call center fa base proprio a Bracciano).

Sul percorso nascita invece è lo stesso Quintavalle a suonare l’allarme: in questo momento – dice – nella ASL Roma F non si nasce.

Il tema è sempre lo stesso, la carenza di personale, il blocco del turnover, le ostetriche che mancano, il Giubileo che speriamo che dia un po’ di deroghe sul personale anche fuori da Roma…

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