Il viaggio comincia

Marta Bonafoni

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I consultori familiari sono nati con legge nazionale nel 1975 e sono stati recepiti dal Lazio con legge regionale l’anno successivo, nel 1976.

Quindi hanno esattamente la mia età.

Per me, per moltissime mie amiche e miei amici, per mio figlio, per la mia famiglia, il consultorio è stato un punto di riferimento fondamentale in momenti cruciali e delicati della vita.

Trentotto anni sono parecchi, per collezionare esperienze, buone pratiche ed efficacia negli obiettivi, insomma per costituire un “servizio maturo” del sistema di welfare moderno. Eppure dei consultori sentiamo parlare sempre quasi esclusivamente in termini problematici: sono pochi (nel Lazio circa 170 stando agli ultimi dati ufficiali, a fronte dei 300 che ne prevederebbe la legge; a Roma 50 e ce ne vorrebbero almeno il doppio) e con poco personale, spesso ospitati in strutture precarie o provvisorie.
Mentre il mio viaggio comincia voglio dire una cosa che non credo verrà smentita da ciò che vedrò e ascolterò.

Questo atteggiamento che si è avuto negli anni nei confronti dei consultori, il loro continuo definanziamento accanto agli attacchi ideologici che hanno mirato a indebolirli, è quanto di più miope (stupido) la politica potesse mettere in campo.

Perché i consultori sono già modelli di integrazione socio-sanitaria, welfare comunitario, medicina territoriale, di responsabilità pubblica della salute.
Perché da anni prevedono un approccio globale ai bisogni, in una logica di presa in carico affidata a equipe multidisciplinari, sono nodi centrali di una rete di servizi, sono un osservatorio privilegiato dei bisogni del territorio.
Perché considerano “salute” l’insieme del benessere fisico, mentale e sociale degli individui.

I consultori insomma contengono in se moltissime risposte alle domande che ci facciamo oggi, che siamo alla ricerca di un sistema sanitario e di welfare rinnovato e moderno.

Per questo ho ritenuto importantissimo il decreto del Presidente Zingaretti che nel maggio scorso ha rilanciato il ruolo dei consultori pubblici del Lazio.

Per questo penso che ancor di più occorra fare, a partire dall’integrazione del “sociale” dentro quelle linee-guida, col coinvolgimento delle realtà territoriali, delle istituzioni di prossimità, delle assemblee delle donne, del personale e degli utenti dei consultori.

Questo se non si fosse capito è un viaggio di gruppo.
Partiti.

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