9 marzo. Consultorio di Via di Pietralata/Asl RM B (parte II)

Marta Bonafoni

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Per il resto tutto bene? Tutto facile? Tutto al massimo delle proprie potenzialità?

Ovvio che no. I problemi sono moltissimi, quelli che tutti gli operatori dei consultori raccontano ormai da anni.

Innanzitutto: la legge dice che i consultori dovrebbero essere 1 ogni 20000 abitanti.
A conti fatti nel territorio della ASL Roma B sono 1 a 70000.

Gli orari di apertura sono un’altra criticità.

Dei 12 consultori della B solo Pietralata resta aperto anche il sabato, e solo la mattina. Gli altri già e’ tanto se riescono a essere aperti due pomeriggi a settimana.
E questo per un servizio di salute territoriale che meriterebbe di essere valorizzato e completato in tempi di Case della Salute e di ribilanciamento dalla sanità ospedaliera a quella del territorio.

Poi ci sono le strutture, che la dottoressa Auriemma mi fa vedere in foto all’interno di un dossier di cui potete trovar ampia traccia su questo blog.

Le passo qui in rassegna, velocemente e con una sequenza proprio per la sua velocità impietosa.

1) Pietralata: struttura bruttina fuori ma ristrutturata all’interno
2) San Basilio: edificio condiviso con la medicina legale, zona di spaccio limitrofa
3) Via Rubellia: edificio anni ’20, e la’ è rimasto
4) Via della Resede: edificio anni ’40, la scala lo rende poco accessibile ma all’interno è nuovo
5) Tor Cervara: una sede bellissima ma cadente
6) Manfredonia: anche qui la scala è poco accessibile e non è stato possibile realizzare un ascensore esterno
7) Canapiglia: attualmente chiuso per lavori
8) Terranova: da ristrutturare con urgenza, mi viene descritto così “poco dignitoso”, eppure proprio questo consultorio ha l’utenza più numerosa di tutto il distretto
9) Lunghezza: è un avamposto ai margini della città, eppure ospitato presso i locali di un poliambulatorio
10) Via dei Levii: la struttura è in buono stato ma lamenta problemi di manutenzione
11) Via Stazione di Ciampino: è all’interno di un poliambulatorio, una scala rende problematico l’accesso
12) Via Rizzieri: in affitto di un privato all’interno di un palazzo.

C’è poi l’ultima nota dolente di ciò che manca dei consultori, che poi è anche la prima emergenza che tutti gli operatori denunciano: la mancanza del personale.

Anche qui una sfilza di numeri che parlano già da soli.
Su 12 consultori ci sono: 14 ostetriche, 8 psicologi, 9 assistenti sociali, 30 infermiere (metà delle quali con la 104, inviate dagli ospedali ai consultori in contraddizione evidente con l’auspicato rafforzamento della sanità territoriale).

Numeri su cui insiste una bassa obiezione di coscienza dichiarata, ma una obiezione strisciante e silenziosa che colpisce soprattutto le donne che chiedono la contraccezione d’urgenza.

Chiudo qui il diario di questo 9 marzo.

Consapevole che già dalla prima tappa è risultata evidente innanzitutto una cosa: in questi consultori convivono idee, progetti e risultati brillanti, accanto a numeri, strutture e mezzi inadeguati.

Su tutto la passione e la vita delle persone che le animano.
Come le gentilissime professioniste in camice bianco che mi hanno accolta in quelle stanze, come quella giovanissima mamma al nono mese di gravidanza conosciuta nella sala dell’allattamento, con la pancia grandissima e gli occhi luminosi di riconoscenza.

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