Ariccia ha il suo nuovo consultorio

È stata una gioia arrampicarmi ieri per le due rampe di scale dell’ex ospedale Spolverini ed entrare nel nuovo consultorio di Ariccia.

Locali totalmente rinnovati la’ dove prima c’era il reparto di fisiatria, stanze finalmente adeguate ai bisogni delle donne e dei bambini, vita ovunque: la sala del corso pre-parto con le signore dentro, la psicologa a colloquio, traffico di passeggini e di pance in corridoio.

Ariccia dunque ha il suo nuovo consultorio. Ed è una soddisfazione grande. Perché il nostro lavoro per il rilancio e il rafforzamento dei consultori pubblici è sicuramente troppo lento rispetto ai bisogni, ma è davvero altrettanto inesorabile. E ieri ha segnato un altro punto, grazie alla Regione, alla Asl Roma 6 e all’Assemblea delle donne dei consultori.

Forza e avanti così!

Presto più personale per i consultori

Intervista alla capogruppo della Lista Civica Zingaretti Marta Bonafoni, che questa mattina ha incontrato le donne delle assemblee dei consultori cche hanno manifestato alla Regione Lazio per chiedere maggiori risorse e il rilancio di queste strutture, fondamentali per la prevenzione e la salute sessuale delle donne.

1 FEBBRAIO 2019 di Valerio Renzi

Oggi le donne dei consultori manifestano sotto la Regione Lazio, chiedono più fondi e la tutela e il rafforzamento della vocazione di queste strutture. Lei è da sempre impegnata su questi temi, vi siete incontrate negli scorsi giorni e anche questa mattina ha dialogato con la piazza…

Con le donne dei Consultori ho sempre dialogato fin dall’inizio della scorsa legislatura, anzi, per la verità sono io stessa “una donna dei consultori”, essendo da sempre un’utente convinta di queste strutture. Sono membro della Commissione Pari Opportunità e di quella Politiche sociali e Salute e, da donna e da femminista, penso che il rafforzamento del Consultori sia un punto strategico per disegnare un altro modello di società. Nei giorni scorsi insieme alla Giunta abbiamo incontrato le Assemblee delle donne dei Consultori che ci hanno manifestato le criticità della rete consultoriale attuale e con loro ci siamo confrontati sui problemi più rilevanti ma anche su come dare forza all’idea originaria alla nascita dei Consultori: quella che li istituisce come spazi di attraversamento delle donne, non solo come servizi sanitari, in grado di fornire conoscenza, approfondimenti, tutela, di costruire autodeterminazione e contribuire, attraverso il sostegno socio-sanitario, psicologico e culturale, alla libertà e all’autonomia delle donne.

Il problema principale è dunque la mancanza di personale, che non garantisce un servizio adeguato. Quali provvedimenti la Regione Lazio è pronta a mettere in campo?

La mancanza di personale è il grande problema di cui ha sofferto tutta la sanità della nostra Regione a causa del debito pregresso, del commissariamento e del blocco del turnover. Questo ha comportato, in una generale situazione nazionale di crisi, la desertificazione dei servizi territoriali oltreché il ricorso esoso alle esternalizzazioni. Quello che la Regione Lazio ora sta facendo è mettere ordine, rinforzando tutti gli ambiti della sanità, con un grande piano di concorsi pubblici e lo smaltimento delle graduatorie. Nello specifico, per quanto riguarda i Consultori, già due anni fa l’aula del Consiglio regionale aveva dato il via libera a un mio ordine del giorno che chiedeva nuove assunzioni dedicate proprio a quei presidi. Ma la materia è incandescente, i tempi rischiano di essere troppo lunghi rispetto alle sacrosante esigenze delle operatrici e delle utenti, dunque sono molto soddisfatta del fatto che l’assessore D’Amato – sulla scorta della nuova mobilitazione delle donne – si sia fatto carico subito di prevedere un fabbisogno specifico di figure professionali, formate, per i Consultori. La risposta è arrivata tramite una lettera da parte dell’assessorato alla sanità ai Direttori generali delle ASL, in cui viene loro richiesto il fabbisogno specifico occupazionale per i consultori del territorio in vista di un prossimo incontro in cui si elaborerà un quadro generale di assunzioni.

I consultori sono una conquista del movimento delle donne degli anni ’60 e ’70. Oggi una nuova generazione di femministe chiede di rinnovare queste strutture rinnovandole e aprendole nuovamente alla società. Cosa ne pensa?

Penso che le nuove generazioni abbiano il vantaggio di portarsi addosso, anche dentro, le conquiste che sono state fatte. Le giovani donne possono permettersi una grossa fetta di libertà, di conoscere, di viaggiare, di studiare, che le generazioni precedenti non avevano. Tuttavia le conquiste non sono purtroppo come vediamo “per sempre”, il modello patriarcale è ancora quello dominante, siamo lontani da una piena autodeterminazione ed il divario, nel lavoro, nella vita, in famiglia, di opportunità tra uomo e donna è ancora molto, troppo, forte. A questo si aggiunge una politica nazionale, quella del Governo, maschilista e che tende a negare alle donne i diritti precedentemente conquistati. Ne è esempio il disegno di legge presentato dal Senatore Pillon: una proposta che va contro le donne e che non le libera neanche in caso conclamato di violenza domestica. Ancora di più quindi oggi sono necessari presidi territoriali che tutelino le donne, che le sostengano, dove siano esse stesse a poter scegliere e decidere. C’è bisogno che la legge 194 trovi piena applicazione, perché è una legge che salvaguarda la salute delle donne e che ribadisce la libertà di scelta sul proprio corpo. I Consultori in questa prospettiva sono fondamentali, ed è anche bello oltreché necessario che le nuove generazioni ne percepiscano il valore e lottino per rilanciarne la missione.

 

Inaugurato il rinnovato consultorio di Rocca Priora

L’inaugurazione del rinnovato consultorio familiare di Rocca Priora, avvenuta questa mattina insieme all’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, segna un punto a favore delle donne e di tutta la comunità dei Castelli romani.
Un percorso che certo procedendo a piccoli passi dà la direzione del potenziamento di un servizio fondamentale come quello dei consultori nato 42 anni fa grazie alla battaglia delle donne.

La Asl Roma 6 rappresenta in questo senso un vero e proprio laboratorio di rilancio della rete consultoriale, dopo il già avvenuto sblocco dell’assunzione di 16 figure professionali da inserire nella rete.

Un obiettivo raggiunto con la volontà politica della Regione Lazio, quella delle amministrazioni locali, della Asl Roma 6 e con il supporto degli operatori e le energie indispensabili della’Assemblea delle donne e di tutto il mondo dell’associazionismo.

Consultori, incontro fra Regione, Asl Roma 6 e Assemblea delle Donne

Il DG Mostarda: "A settembre prenderanno servizio 8 nuove risorse"

Si è svolto ieri, martedì 24 luglio, presso la Regione Lazio, un incontro programmatico fra l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, la consigliera Marta Bonafoni, il direttore generale Narciso Mostarda e le rappresentanti dell’Assemblea dei Consultori dell’Asl Roma 6. Obiettivo della riunione, condividere con l’associazione i prossimi reclutamenti per le strutture consultoriali.

“La Asl Roma 6 sta procedendo con solerzia alla programmazione delle assunzioni del 2019 e nel frattempo, a settembre, saranno operativi i 4 infermieri e le 4 ostetriche non ancora in servizio nei consultori”, ha garantito il direttore generale Narciso Mostarda, rassicurando così le donne dell’assemblea, preoccupate perchè a oggi hanno preso servizio solo 8 dei 16 operatori previsti dal documento di reclutamento straordinario per i consultori dei Castelli.

“Per affrontare i prossimi mesi le Asl della Regione, in autonomia e ciascuna in base al proprio fabbisogno, potranno indire concorsi pubblici per assumere a tempo determinato”, ha poi dichiarato l’assessore D’Amato. “E’ necessario infatti snellire alcune procedure burocratiche funzionali alle assunzioni e allinearle alle più recenti normative governative, per rimettere in moto il turn-over dopo dieci anni di blocco”.

L’assessore D’Amato e il direttore generale Mostarda hanno poi espresso apprezzamento per la proattività e l’attenzione costante delle cittadine del territorio della Asl Roma 6 verso i consultori, e per gli operatori sanitari che per anni hanno affrontato con dedizione encomiabile le criticità dovute al commissariamento del Sistema sanitario regionale.

Fecondazione, la Regione vicina ai bisogni delle persone

L’avvio dei nuovi servizi per la fecondazione eterologa presso il Centro Pma Sant’Anna e il Centro Pma San Filippo Neri e l’inaugurazione del Centro Sant’Anna in via Garigliano sono ottime notizie per le donne e per le coppie della nostra Regione. Ulteriore valore aggiunto è che questa possibilità sia offerta in una struttura pubblica del Sistema sanitario regionale, accessibile prenotando attraverso i canali del CUP e ReCUP Regionali con la semplice impegnativa del Medico di Medicina Generale.

Ancora una volta, come già successo in questi mesi, un segnale che ci dimostra come l’uscita dal commissariamento significhi non solo conti in ordine ma possibilità di tornare ad investire con risorse adeguate e importanti sulla sanità pubblica e sulla salute delle persone.

Il problema della fecondazione eterologa era particolarmente sentito nella nostra Regione, con coppie costrette a rivolgersi ad un centro privato o all’estero. Con l’apertura di oggi diamo una prima risposta e dimostriamo che la buona politica può e deve sempre mettersi in ascolto delle persone per intercettarne i bisogni ed agire per trasformarli in soluzioni concrete.